Trionfano i Taviani e il cinema d’autore
Venerdì 4 maggio sono stati assegnati gli Oscar del cinema italiano, la famosa statuetta che sotto la bandiera tricolore premia con il prestigioso David di Donatello i migliori film, registi, attori e colonne sonore del cinema nostrano.
I premi, ambitissimi, vedono come vincitori assoluti i fratelli Paolo e Vittorio Taviani con Cesare deve morire, già vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino, che si aggiudica le statuette più ambite, miglior film e migliore regia (oltre ad altre tre).
Ma è This must be the place di Paolo Sorrentino il film che si porta a casa il maggior numero di statuette, ben sei, tra cui quelle per la migliore sceneggiatura, migliore canzone originale e miglior direttore della fotografia.
Romanzo di una strage, di Marco Tullio Giordana, vince invece i premi per la miglior attrice non protagonista, Michela Cescon, e per il miglior attore non protagonista, Pierfrancesco Favino.
Migliore regista esordiente è Francesco Bruni con il film Scialla!.
I principali premi agli interpreti sono andati curiosamente entrambi a due attori stranieri (il regolamento dei David lo prevede, a patto che nel film l'attore in questione parli italiano): migliore attrice protagonista è stata giudicata la cinese Zhao Tao per il film Io sono lì di Daniele Segre e il David al migliore attore protagonista è andato al francese Michel Piccoli per il film Habemus Papam di Nanni Moretti. La pellicola di Moretti si è aggiudicata anche i premi per il miglior costumista e miglior scenografo.
Miglior film straniero è l'iraniano Una separazione di Asghar Farhadi e miglior europeo il film francese campione di incassi Quasi amici di Olivier Nakache e Eric Toledano.
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